
Gli amici e in fondo tutti coloro che mi conoscono mi dicono benevolmente che sono una candidatura straordinaria per Rivarolo. Nel senso di fuori dell’ordinario, pur con le giuste competenze, per vari motivi.
E allora, per chi ancora non mi conosce, anche se sono assessore da cinque anni e vivo a Rivarolo Canavese praticamente da sempre, vi scrivo queste righe per presentarmi.
Lo faccio proprio in questi giorni in cui si festeggia il 33° anniversario dell’indipendenza dell’Eritrea, Paese di origine del mio papà. Perché è un popolo orgoglioso, quello eritreo, e sotto questo aspetto non potete immaginare quante somiglianze ci siano con quello canavesano e piemontese. Ma soprattutto, il popolo etritreo, per la sua storia, è strettamente collegato all’Italia. C’è una foto che amo: la scattò mio fratello al ponte che, in Eritrea, riporta a caratteri cubitali “Ca custa lon ca custa”, perché quel ponte doveva assolutamente essere realizzato! La mia anima eritrea pulsa del cuore delle donne e degli uomini che hanno combattuto per la patria.
Io vivo a Rivarolo, amo la mia Rivarolo, sono cresciuta a Rivarolo perché il mio papà, marinaio di professione, decise un giorno di lasciare il mare e di fermarsi, prima in Israele, poi in Grecia, fino ad arrivare a Milano e poi nella sua amata Torino. Negli anni ’70 incontrò la mia mamma, nata e cresciuta in Valchiusella. E dopo aver iniziato a costruire la loro vita insieme a Torino, decisero di vivere a Rivarolo Canavese.
Tra Torino, dove ho trascorso i miei primissimi anni di vita, e la Valchiusella, dove andavo per passare fine settimana e vacanze bellissime con i nonni, hanno scelto un punto intermedio. E l’hanno scelto non a caso, non semplicemente dividendo in due la distanza tra Torino e la Valchiusella. No, l’hanno scelto per dare a me e a mio fratello l’opportunità di crescere in una comunità viva, sana, protetta ma al tempo stesso aperta al mondo. L’hanno scelta perché io potessi crescere forte e felice pedalando a perdifiato nel verde tra una frazione e l’altra. E così è stato. Ho un fratello di dodici anni più grande, che proprio in questo periodo sta tornando al cuore della nostra infanzia costruendo il suo futuro nella nostra Issiglio.
Volete sapere chi sono? Ecco, l’avete appena letto. Sono una donna orgogliosa delle origini eritree del mio papà, orgogliosa delle radici canavesane della mia mamma, orgogliosa di avere nel mio cuore l’essenza della terra, del verde, della gente di Rivarolo Canavese, che è la mia Città.
Poi posso aggiungere anche altre informazioni, se proprio siete curiosi, ma non sono altro che una naturale conseguenza di ciò che avete letto sopra. Sono sposata con Andrea Spadoni, abbiamo due splendidi figli, Ginevra e Cesare, quest’ultimo nato proprio poco dopo le elezioni di cinque anni fa, quando Alberto Rostagno mi volle nella sua squadra e quando molti di voi ci diedero fiducia. Cesare frequentò da subito il palazzo comunale, sono stata mamma portatrice e sono stata fortunata nel poter riprendere insieme a lui, sempre con me in fascia, l’attività amministrativa (la mia maternità durò circa 10 giorni…). Perché da subito capii quanto è difficile amministrare seriamente, ma soprattutto capii che non ne sarei stata capace e non ne sarei stata degna se non ci avessi messo cuore, impegno e dedizione totale.
Ecco, è andata così. Ora desidero scrivere insieme a tutti voi un’altra importante pagina della storia di Rivarolo Canavese.
Che sarà una storia bellissima, a patto che tutti, proprio tutti, ci mettiamo il cuore.
Con affetto
Helen

Lascia un commento