Giù le mani dalla scuola. La Libertà di Insegnamento è un diritto Non Negoziabile

La recente “polemica”, montata ad arte e in maniera scorretta su alcune testate, attorno alla lezione dello storico Eric Gobetti al Liceo Aldo Moro di Rivarolo del prossimo 11 marzo, ha rivelato, ancora una volta, quanto sia fragile la difesa della libertà d’insegnamento quando sottoposta ai venti dell’ideologia politica e della propaganda.

Non possiamo restare in silenzio

Come lista civica Energia per Rivarolo, non possiamo restare in silenzio di fronte a questo ennesimo tentativo di ingerenza politica nel mondo della scuola.

Quando la politica pretende di controllare la scuola

Le dichiarazioni del consigliere regionale di FdI, con la sua richiesta di “annullare l’iniziativa” o “rimodularla profondamente” e le ulteriori pressioni di un parlamentare della Lega, che parla addirittura di “una stortura all’interno dell’Istituto” sollevano un interrogativo inquietante: da quando un rappresentante politico si arroga il diritto di decidere quali lezioni possano essere tenute in un liceo e quali no?

Definire “comizio della menzogna” o “un sopruso” una lezione tenuta da uno storico che ha dedicato anni di ricerca allo studio del confine orientale è un’offesa non solo a Gobetti, ma all’intero mondo scientifico e alla serietà della ricerca storica.

La reazione di Zucco Chinà

Non meno preoccupanti sono le parole del sindaco Zucco Chinà, che con la sua consueta dote da camaleonte equilibrista tenta di non scontentare nessuno, finendo però per scontentare tutti.

Richiamare il “buon senso del Dirigente Scolastico” per auspicare la cancellazione di un evento scolastico è un tentativo di pressione politica che non può essere accettato in una società democratica.

Preoccuparsi dell’”apprezzamento delle famiglie” e degli “effetti sulle iscrizioni future” sembra essere un modo elegante per suggerire che la verità storica debba piegarsi alle esigenze di marketing scolastico.

Non pieghiamo l’istruzione alla dimensione privatistica che tanto garba al nostro primo cittadino, che a volte dimentica, però, di esser stato chiamato ad amministrare la cosa pubblica.

Un ex dirigente di un’importante istituto di formazione dovrebbe pur sapere che il compito primario della scuola è formare cittadini dotati di spirito critico, capaci di orientarsi nel mondo dell’informazione senza subire alcuna influenza politica.

Le reazioni di Cuffia e Vittone

Siamo consci delle aderenze dell’assessore Cuffia e non ci sorprendono le sue affermazioni, ma ci chiediamo quale sia la posizione della vicesindaca, nonché assessora alla Cultura, Vittone.

Ci auguriamo che almeno lei esprima la sua indignazione e massima solidarietà ai docenti.

La storia non è una bandiera da sventolare

Come ha giustamente sottolineato la nostra capogruppo Helen Ghirmu, “I nostri insegnanti sono professionisti qualificati, spetta solo a loro valutare quali strumenti didattici utilizzare per formare i cittadini di domani. A loro, che ogni giorno lavorano per educare i nostri figli, va tutta la nostra stima e solidarietà per l’incresciosa ingerenza. Ringraziamo anzi la Preside e il dipartimento di Storia e Filosofia per questa iniziativa. Ringraziamo tutti i docenti che lavorano quotidianamente con i ragazzi, affinché siano loro gli unici architetti del loro pensiero e del mondo che vorranno costruire.

Una lezione di Democrazia

La questione delle foibe e quella più ampia delle vicende del confine orientale è una pagina dolorosa e complessa della nostra storia, che merita di essere affrontata e approfondita con rigore scientifico e onestà intellettuale.

E chi meglio di uno storico riconosciuto può aiutare i giovani a comprendere questa complessità?

La storia non può e non deve essere stravolta, ridotta a slogan politici o utilizzata come arma di propaganda dal politico di turno.

È paradossale che proprio chi invoca il rispetto della “memoria storica” cerchi poi di censurare chi la storia la studia professionalmente, con rigore scientifico.

La vera offesa alle vittime non è permettere che la loro storia venga studiata in tutta la sua complessità, ma strumentalizzarla per fini politici.

Energia per Rivarolo riafferma con forza la propria fiducia nell’autonomia scolastica e nella professionalità dei docenti.

La scuola deve rimanere uno spazio di libertà intellettuale, dove le giovani menti possono confrontarsi con la complessità del mondo senza filtri ideologici.

Conclusioni

Concludiamo con un pensiero: se invece di temere il confronto con idee diverse, ci preoccupassimo di fornire ai nostri ragazzi gli strumenti per analizzarle criticamente, forse avremmo una società più consapevole e meno vulnerabile alla propaganda. In fondo, non è proprio questo il senso dell’educazione civica?

La libertà di pensiero e d’insegnamento non sono negoziabili. E su questo, Energia per Rivarolo non farà mai un passo indietro.

Anzi. Siamo a disposizione per progettare momenti di approfondimento e di ascolto con i nostri ragazzi, i loro genitori, i docenti e tutti i cittadini.

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