80° anniversario della Liberazione dal nazifascismo: ora e sempre Resistenza!

“Manteniamo vivo lo spirito di quella giornata, che vide i nostri padri e le nostre madri riconsegnarci la libertà e la pace, costate terribili lotte e sofferenze“

Chiediamo che l’esercizio della politica sia espressione di servizio pubblico e non di interesse privato, che il bene della collettività prevalga sull’ambizione personale. Lo chiediamo come cittadini, per rendere onore a chi 80 anni fa ci affidò il compito di ricostruire e di far crescere un’Italia migliore

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Rivarolo Canavese, 25 aprile 2025

A nome della Sezione ANPI “Tina Anselmi” di Favria – Oglianico – Rivarolo, ringrazio l’Amministrazione Comunale e tutte le autorità presenti e do il benvenuto a chi oggi condivide il valore autentico di questa giornata: l’ottantesimo anniversario della Liberazione dell’Italia dal nazifascismo e il ritorno della pace per tutti quei popoli e quelle nazioni sconvolti dal delirio di potenza, di sopraffazione, di culto della violenza di Benito Mussolini e di Adolf Hitler, uniti in quella scellerata alleanza che condannò a morte la democrazia, la dignità e il rispetto delle persone e che di quelle persone fece strage, nelle persecuzioni e nelle guerre, per la conquista del potere.

Oggi siamo qui per ricordare la fine di una tragica pagina della nostra storia; fine scritta da chi stava dalla parte giusta, per fedeltà ad un’idea di vita, di rispetto, di pace. È questa la profonda differenza che non potrà mai accomunare chi combattè per negare la libertà e chi sacrificò la vita, la giovinezza, l’integrità fisica per restituircela.

Oggi noi, con la nostra presenza, manteniamo vivo lo spirito di quella giornata, che 80 anni fa vide i nostri padri e le nostre madri riconsegnarci la libertà e la pace, costate terribili lotte e sofferenze.

Quei padri e quelle madri, che il tempo ci ha inevitabilmente portato via, ci hanno però lasciato il loro esempio e la loro voce, che è compito nostro non far mai spegnere, ed alla quale voglio appellarmi, perché faccia breccia nelle coscienze di ognuno di noi, in questi momenti di grande difficoltà e di pericolo.

Lo faccio con le parole di una donna, Maria Cervi, figlia di Antenore Cervi, uno dei 7 fratelli fucilati dai fascisti a Reggio Emilia, il 28 dicembre 1943, pronunciate in un’intervista del giugno 2007.

Per me la Resistenza è ancora, nei fatti, il momento della nascita della Repubblica, della rifondazione democratica. Non sono convinta che questa consapevolezza sia presente in tutta la popolazione.

A volte mi sembra che sia dato per scontato. Forse non è stato fatto abbastanza per conservare la memoria di quanto è avvenuto. Temo che, in questi 60 anni, ci siamo un po’ distratti e i risultati ora si vedono. D’altra parte penso che nel decennio dal 50° al 60° della Resistenza, ci sia stato un recupero, sia da parte delle istituzioni che dei partiti, che della scuola”.

Maria purtroppo non c’è più, perciò siamo noi che dopo 80 anni non dobbiamo lasciar cadere questo recupero che lei aveva riconosciuto.

Non devono lasciarlo cadere le istituzioni, nate dalla Resistenza.

Non deve lasciarlo cadere la politica, soprattutto in questo periodo, perché chiunque si assuma delle responsabilità, lo faccia animato dal rispetto per la verità storica e dallo spirito che sostenne chi aderì al Comitato di Liberazione Nazionale; uomini e donne che non permisero alle differenze ideologiche di ostacolare il raggiungimento di quell’obiettivo supremo, profondamente e tenacemente condiviso: la riconquista della libertà e della pace.

Chiediamo che l’esercizio della politica, a qualunque livello, sia espressione di servizio pubblico e non di interesse privato, che il bene della collettività prevalga sull’ambizione personale, la coerenza sull’opportunismo.

Lo chiediamo come cittadini, per rendere onore a chi 80 anni fa ci affidò il compito di ricostruire e di far crescere un’Italia migliore.

Non deve lasciarlo cadere la scuola, per educare i ragazzi al rispetto degli altri e di tutto ciò che è diverso da noi, per educare alla libertà di pensiero e all’amore per la giustizia e per la legalità.

Facciamo leggere ai nostri ragazzi la Costituzione Italiana. Lo dico soprattutto come ex insegnante.

È il primo e più valido supporto didattico per formare i futuri cittadini dell’Italia e dell’Europa, quell’Europa libera e unita, concepita nel Manifesto di Ventotene, in un grido di libertà, di uguaglianza e di giustizia, da chi di questi diritti era stato privato dalla dittatura fascista!

Facciamo nostra la volontà di pace, che deve essere volontà di cambiamento, di progresso autentico, che significa lotta contro le ingiustizie, le disuguaglianze, la povertà, la mancanza di diritti, e non corsa al riarmo.

E facciamo festa. Perché, in qualunque momento storico si celebri il 25 aprile, anche il più tragico, il più doloroso, non possiamo fare a meno di condividere idealmente la gioia di chi, 80 fa, sfilava nelle strade delle città italiane liberate, accolto, con la stessa gioia, dalla gente che ritornava alla vita, dopo gli orrori della dittatura e della guerra.

Una gioia che esprime anche la gratitudine e il cordoglio per la morte di chi, allora come oggi, ha fatto del bene altrui la propria missione, la propria ragione di vita.

Per celebrare l’80° anniversario della Liberazione, la nostra sezione ha collaborato con il Professor Riccardo Poletto, autore del libro “Ora e sempre Resistenza“, che racconta la lotta partigiana a Rivarolo, dal 1943 al 1945.

Il titolo è l’ultimo verso della poesia che Piero Calamandrei, partigiano e Padre Costituente, scrisse in risposta al generale tedesco Albert Kesserling, responsabile di crimini di guerra impuniti, contro la popolazione civile, il quale affermò che gli italiani, per le sue azioni nel nostro paese, avrebbero dovuto dedicargli un monumento.

Con questa epigrafe mio padre, il partigiano Dante Meaglia, concludeva i suoi interventi nelle scuole, ed è con questa che io, oggi, voglio celebrare con voi questo 25 aprile e onorare la memoria di tutte le vittime innocenti della guerra scatenata dal nazifascismo.

Lo avrai

camerata Kesselring

il monumento che pretendi da noi italiani

ma con che pietra si costruirà

a deciderlo tocca a noi.

Non coi sassi affumicati

dei borghi inermi straziati dal tuo sterminio

non colla terra dei cimiteri

dove i nostri compagni giovinetti

riposano in serenità.

non colla neve inviolata delle montagne

che per due inverni ti sfidarono

non colla primavera di queste valli

che ti videro fuggire.

Ma soltanto col silenzio del torturati

più duro d’ogni macigno

soltanto con la roccia di questo patto

giurato fra uomini liberi

che volontari si adunarono

per dignità e non per odio

decisi a riscattare

la vergogna e il terrore del mondo.

Su queste strade se vorrai tornare

ai nostri posti ci ritroverai

morti e vivi collo stesso impegno

popolo serrato intorno al monumento

che si chiama

ORA E SEMPRE

RESISTENZA!

Vi ringrazio di avermi ascoltata.

Buon 25 aprile a tutti.

Gabriella Meaglia, Presidente Sezioni ANPI di Rivarolo, Favria e Oglianico

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