Facciamo rumore per Gaza: “Da soli siamo fragili come le ali di una farfalla, ma uniti possiamo fare una tempesta”

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Rivarolo Canavese, 7 agosto 2025

Il successo del Flash Mob per Gaza dimostra che la coscienza civile è ancora viva

Il flash mob di sabato 2 agosto ha dimostrato una verità semplice ma potente: quando le persone si uniscono per una causa giusta, anche il più piccolo gesto può diventare parte di qualcosa di più grande. La partecipazione calorosa, nonostante il poco preavviso e il periodo estivo, ha lanciato un segnale forte: l’indignazione per quello che sta accadendo in Palestina non può essere ignorata.

Genesi spontanea di un movimento

L’iniziativa, come racconta Helen Ghirmu, è nata spontaneamente da un nutrito gruppo di supporto di Energia per Rivarolo che si era radunato domenica alle 22:00 per sentire il suono delle campane invocato da Pax Christi, come ricordato da Livio Obert.

Un momento di riflessione collettiva che si è trasformato in azione concreta: “La volontà è quella di creare un momento di riflessione – spiega Ghirmu – per non perdere l’attenzione e non distogliere lo sguardo da quello che sta avvenendo a Gaza e in Palestina. Una situazione che si sta facendo sempre più critica.”

Una questione profondamente umana

La presenza di ANPI, Associazione Culturale Due Torri, Comitato Pace Alto Canavese, CGIL, Pax Christi, ProXimaMente, Tavolo Antifascista XXV Aprile Alto Canavese, Unione Marocchini all’Estero in Italia insieme a Partito Democratico, Sinistra Italiana-AVS, Movimento 5 Stelle e a noi della lista civica Energia per Rivarolo ha dimostrato che questa non è in alcun modo una questione ideologica, ma profondamente umana.

Già dalla mattinata, al mercato di Piazza Massoglia, si era percepita una partecipazione profonda: tante persone indignate, addolorate, che si sentono impotenti di fronte alle immagini di bambini che muoiono di fame, di stenti o sotto le bombe. Ma anche determinate a non restare in silenzio.

Il momento simbolico dell’incontro

Particolarmente emozionante è stato il momento in cui il corteo guidato da Helen Ghirmu e Gabriella Meaglia, partito dal Comune e sfilato per le vie della città tra un enorme baccano di pentole e applausi, si è ricongiunto al gruppo di manifestanti che attendeva al Monumento ai Caduti. Anche diverse auto che percorrevano Corso Torino hanno suonato i clacson in segno di partecipazione e di solidarietà.

Un momento toccante ed evocativo: l’incontro simbolico tra una comunità variegata ma coesa che parte dalle istituzioni e una cittadinanza che le chiede non solo risposte ai bisogni quotidiani, ma qualcosa in più. Il riconoscimento di essere parte di una comunità più grande, interconnessa, dove l’integrità e la coscienza di ogni persona viene rispettata e riconosciuta.

I simboli della tragedia

I vestitini, le magliette, le scarpine macchiati di rosso collocati davanti al Monumento ai Caduti non erano solo simboli: rappresentavano i bambini vittime dei bombardamenti.

Secondo l’ONU, oltre 15.000 bambini sono stati uccisi dall’inizio dell’offensiva a Gaza. Più dell’intera popolazione di Rivarolo.

Come sottolineato da Helen Ghirmu: “I bambini sono le maggiori vittime di questo conflitto. È come se nascessero con un peccato originale che giustifica la fine che stanno facendo.

Oggi facciamo rumore. Lo facciamo con un barattolo che contiene un pugno di lenticchie, un poco di riso e qualche altro legume. Il rumore sordo del cibo che manca, della fame che avanza.

Il rumore sordo di chi affamato cade, in fila, in quella trappola mortale che è ormai il momento della distribuzione del cibo. Lo facciamo con pentole e cucchiai. Vuoti. In attesa di essere riempiti. Con cibo, onore e dignità.”

L’economia del genocidio

Uno degli aspetti più inquietanti emersi durante l’evento è stata la denuncia, riportata da Danila Tarizzo citando il report “Dall’Economia dell’Occupazione all’Economia del Genocidio” di Francesca Albanese, relatrice speciale delle Nazioni Unite per i diritti umani nei territori palestinesi occupati.

Il massacro non si ferma perché genera profitti per aziende delle armi, servizi, trasporti, turismo, edilizia, banche, università e centri di ricerca e altre ancora.

La testimonianza di chi c’è

Durante il flash mob è stato ricordato l’impegno di Martina Marchiò, infermiera di Rivarolo e coordinatrice medica per Medici Senza Frontiere, attualmente alla sua seconda missione nella striscia di Gaza. Michela Rossi Sebastiano ha letto un brano del suo libro ”Brucia anche l’umanità, diario di un’infermiera a Gaza“. La sua testimonianza diretta rappresenta un ponte tra la realtà di Rivarolo e l’inferno di Gaza.

Risposta alle critiche

Al gazebo informativo sono arrivate anche critiche, inclusa l’accusa strumentale di essere “filo-Hamas”. Helen Ghirmu ha risposto chiaramente:

Siamo molto lontani da quel movimento. Il nostro scopo è dare un segnale forte di dissenso nei confronti di azioni totalmente disumane.

Noi non permettiamo a nessuno di associare al movimento di Hamas il nostro gruppo e la nostra volontà di gridare BASTA. Teniamo gli occhi puntati su Gaza, su Israele e su tutti i conflitti del mondo.

Teniamo gli occhi puntati sull’Umanità. Quel valore che sentiamo di dover difendere, oltre ai nostri confini geografici”.

Del resto, sono sempre di più le voci che si esprimono in favore del popolo palestinese.

È stata pubblicata proprio in questi giorni la lettera con cui settanta ex ambasciatori italiani – che è diventata una petizione, sostenuta da decine di migliaia di firmatari – hanno chiesto al governo di riconoscere lo Stato di Palestina e azioni concrete contro le violazioni dei diritti umani.

Le Ong israeliane Physicians for Human Rights Israel e B’Tselem hanno recentemente diffuso un report in cui accusano il governo israeliano di essere responsabile di genocidio nella Striscia di Gaza.

La denuncia – postata da Fanpage.it il 30 luglio 2025, con il titolo “La ong israeliana che parla di genocidio a Gaza: ‘Non facciamo politica, abbiamo le prove’” – si basa su prove e valutazioni giuridiche precise.

Le due organizzazioni israeliane mettono in discussione la narrativa ufficiale del governo di Netanyahu e sollecitano l’intervento della comunità internazionale e una presa di coscienza pubblica anche all’interno di Israele. “Non possiamo restare in silenzio. Quello che accade a Gaza non è più soltanto una tragedia umanitaria, ma un crimine con responsabilità precise“, ha affermato Aburass, portavoce della prima Ong.

Il suono finale della realtà

Il suono finale delle sirene d’allarme, subentrato al fragore delle pentole, ha rammentato una realtà cruda, rendendo tangibile un contrasto straziante: il nostro rientro sicuro a casa contrapposto a chi, in quello stesso momento a Gaza, stava forse vivendo gli ultimi respiri.

Un appello all’azione

Non è più tempo di distogliere lo sguardo o di rimanere spettatori passivi. È giunto il momento di smettere di voltarsi dall’altra parte e di abbandonare l’indifferenza, mentre la storia si sta scrivendo davanti ai nostri occhi.

Come scrive Francesca Albanese nel suo libro “Quando il mondo dorme, storie, parole e ferite della Palestina“, citato da Walter Kiesl: “Da soli siamo fragili come le ali di una farfalla, ma uniti possiamo fare una tempesta. È un principio della fisica, il Butterfly effect. Ogni nostro più piccolo gesto è un battito d’ali che innesca una catena di conseguenze.”

La domanda che il flash mob ha posto alla comunità rivarolese è chiara: fino a quando resteremo spettatori di fronte a quello che la Relatrice Speciale ONU definisce apertamente un genocidio?

Ogni gesto, anche il più piccolo, conta. Ogni voce che si alza contribuisce a rompere il silenzio.

In collaborazione con i consiglieri comunali di Cuorgnè, le associazioni promotrici, alcuni attivisti e il nostro gruppo di sostegno, stiamo elaborando una proposta da sottoporre al Consiglio Comunale di Rivarolo a settembre e altre iniziative.

Restate in contatto. Seguiteci sul blog e sui social per essere informati sulle prossime iniziative. Vi aspettiamo!

Il gruppo consiliare Energia per Rivarolo: Helen Ghirmu, Silvia Donetti, Riccardo Cerrano

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Voci, testimonianze, emozioni

Gli interventi che seguono, una pluralità di voci, sono un po’ il cuore dell’evento: letture di testimonianze di chi quel dramma lo conosce in prima persona, riflessioni che nascono dall’indignazione, dalla frustrazione, dal dolore, ma anche dalla speranza che la coscienza civile possa ancora farsi sentire e che si ponga fine al massacro:

Gli interventi del Flash Mob “Facciamo rumore per Gaza” di Rivarolo: voci, testimonianze, emozioni

Rassegna stampa con link per ciascun articolo.

📰 La Voce – “Il Canavese urla per chi non ha più voce”

Gesto corale di denuncia, memoria e umanità condivisa. Lenzuola bianche imbrattate di rosso, giochi rotti, oggetti rumorosi per rompere il silenzio sull’emergenza umanitaria in Palestina. Letto un estratto dalle denunce della relatrice ONU Francesca Albanese. Forte l’appello di Gabriella Meaglia (ANPI): «La guerra è un mostro… siamo qui per essere dalla parte dei bambini».

🔗 http://www.giornalelavoce.it/news/attualita/615440/il-canavese-urla-per-chi-non-ha-piu-voce-il-2-agosto-flashmob-e-lenzuola-rosse-per-gaza.html

📰 Quotidiano Canavese – “Facciamo rumore per Gaza”

Oltre 200 partecipanti hanno attraversato l’allea di corso Torino. Presenti bandiere della Palestina e della pace, cartelli, interventi dal vivo.

«Colorato e giustamente rumoroso» il corteo: un messaggio forte per chiedere il cessate il fuoco.

🔗 http://www.quotidianocanavese.it/politica/rivarolo-canavese-flash-mob-gaza-palestina-56364

🔗 http://www.quotidianocanavese.it/politica/rivarolo-canavese-flash-mob-gaza-corso-torino-56381

🗣️ La Voce – “Da Rivarolo un grido per Gaza”

«Ogni vita conta, soprattutto quella dei bambini».

Helen Ghirmu (Energia per Rivarolo) respinge ogni strumentalizzazione politica: «Non siamo filo-Hamas, siamo contro ogni crimine».

Ricordata anche Martina Marchiò, infermiera rivarolese in servizio con MSF a Gaza.

🔗 http://www.giornalelavoce.it/news/attualita/615845/da-rivarolo-un-grido-per-gaza-nessun-bambino-deve-piu-morire-cosi.html

📸 ObiettivoNews – Foto e video>

Ampia galleria fotografica e video del corteo. I partecipanti hanno disposto per terra lenzuola e giochi insanguinati. Fortissimo impatto visivo e simbolico per fermare l’indifferenza.

🔗 http://www.obiettivonews.it/2025/08/02/rivarolo-canavese-facciamo-rumore-flash-mob-per-gaza-foto-e-video

📰 La Sentinella del Canavese – L’Alto Canavese si mobilita per chiedere la pace a Gaza

> Duecento persone a Rivarolo per il flash mob andato in scena sabato scorso. Cuorgnè e Pont approvano una mozione per riconoscere lo Stato di Palestina.

🔗 https://www.lasentinella.gelocal.it/ivrea/cronaca/2025/08/06/news/l_alto_canavese_si_mobilita_per_chiedere_la_pace_a_gaza-15260226/

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